Nuraghe Losa: dentro una delle fortezze dell'Età del Bronzo più imponenti della Sardegna
Sull'altopiano basaltico di Abbasanta, nella Sardegna centro-occidentale, il Nuraghe Losa è un nuraghe trilobato straordinariamente ben conservato, risalente al XIV secolo a.C. Con la sua massiccia torre centrale, tre bastioni perimetrali e un vasto villaggio che si estende per 3,5 ettari, è uno dei siti nuragici più completi e leggibili dell'isola — e uno dei pochi che vale davvero la pena esplorare dall'interno.
Informazioni rapide
- Posizione
- SS 131 'Carlo Felice', località Losa, 09071 Abbasanta (OR) — nei pressi del km 123–124, Sardegna centro-occidentale
- Come arrivare
- In auto tramite la SS 131 da Cagliari o Sassari; uscita allo svincolo per Nuoro. Non ci sono fermate di bus o treno direttamente all'ingresso — i bus ARST e i treni Trenitalia raggiungono il centro di Abbasanta a qualche chilometro di distanza, quindi è consigliabile venire in auto o in taxi
- Tempo necessario
- Da 1h30 a 2h30, inclusa la passeggiata nel villaggio e una visita guidata
- Costo
- Adulti €6 / Gruppi (20+) €4,50 / Bambini 6–13 anni €3 / Sotto i 5 anni e visitatori con disabilità gratuito (verificare in loco)
- Ideale per
- Appassionati di storia, famiglie con bambini più grandi, viaggiatori in transito tra Cagliari e Sassari o Olbia
- Sito ufficiale
- http://www.nuraghelosa.net

Cos'è il Nuraghe Losa?
Il Nuraghe Losa è un nuraghe trilobato complesso — ovvero una torre difensiva centrale affiancata da tre torri più piccole collegate da un bastione — costruito sull'altopiano di basalto scuro di Abbasanta, in provincia di Oristano. È uno dei più grandi e meglio conservati esempi di architettura nuragica in Sardegna, e uno dei pochi siti dove i visitatori possono davvero entrare nella torre, salire le scale interne e capire la logica spaziale di una fortezza di 3.400 anni fa.
Il sito si estende per circa 3,5 ettari e comprende non solo il nuraghe vero e proprio, ma anche i resti del villaggio nuragico circostante — un fitto insieme di fondazioni di capanne circolari che restituisce un'idea concreta della densità abitativa che si era sviluppata attorno alla torre. L'altezza conservata del mastio centrale è di circa 13 metri, ma si stima che originariamente raggiungesse i 20 metri. La base segue una pianta triangolare solida, con lati di circa 20-25 metri.
Per chi ha già in programma di visitare il più celebre Su Nuraxi di Barumini (Patrimonio dell'Umanità UNESCO), il Nuraghe Losa offre una prospettiva complementare — meno frequentato, paragonabile per scala e posizionato lungo la principale SS 131, è una tappa logica in qualsiasi road trip in Sardegna.
Una storia millenaria: dalla fortezza dell'Età del Bronzo all'insediamento altomedievale
La costruzione del Nuraghe Losa si è sviluppata in più fasi, tutte leggibili nella pietra se si sa cosa cercare. La torre centrale — la parte più antica — risale a circa il XIV secolo a.C., durante la media Età del Bronzo. Il bastione esterno, l'antemurale e il recinto perimetrale furono aggiunti nel XIII secolo a.C., a segnalare un periodo di maggiore preoccupazione difensiva o la crescente importanza del sito all'interno del suo territorio.
Il villaggio circostante si espanse dalla fine del XII secolo a.C. fino alla prima Età del Ferro. Ma ciò che rende il Nuraghe Losa particolarmente significativo per gli archeologi è la durata dell'occupazione: il sito mostra tracce di frequentazione continua attraverso i periodi fenicio, cartaginese e romano, con un insediamento che sembra essersi protratto almeno fino al VII secolo a.C. Non è solo una curiosità dell'Età del Bronzo — è un luogo dove le persone sono tornate, lo hanno adattato e vissuto per oltre due millenni.
La civiltà nuragica che costruì Losa rimane uno degli enigmi più affascinanti del mondo antico. Si stima che la Sardegna abbia ospitato oltre 7.000 nuraghi (con più di 7.000 siti censiti) — una densità di torri in pietra senza eguali in Europa. Per inquadrare meglio il Nuraghe Losa nel suo contesto più ampio, la guida ai siti nuragici della Sardegna illustra la distribuzione e la varietà delle strutture presenti sull'isola.
Come si vive la visita
Si arriva al Nuraghe Losa attraverso un parcheggio bordeggiato di macchia mediterranea — sugheri e rosmarino selvatico crescono vicino alla recinzione perimetrale, e d'estate l'aria porta con sé il profumo secco e resinoso della pietra calda e delle erbe aromatiche. Il sito si apre su scorci nitidi dell'altopiano di Abbasanta in ogni direzione, e questo ti dice già qualcosa sul perché fu scelto questo posto: le linee visive contano, quando stai costruendo una torre di guardia.
Dopo aver ritirato il biglietto al piccolo ingresso, si percorre un sentiero tra i resti del villaggio esterno prima di raggiungere il nuraghe vero e proprio. Le fondazioni delle capanne circolari sono poco profonde e parzialmente ricostruite, ma camminare tra di esse dà un senso concreto della densità abitativa — non erano strutture isolate, ma abitazioni addossate le une alle altre. I pannelli illustrativi (in italiano e inglese) spiegano le fasi costruttive e i reperti emersi durante gli scavi.
L'ingresso alla torre centrale avviene attraverso una bassa porta a corbello che costringe quasi tutti gli adulti ad abbassarsi. All'interno le pareti si stringono — la camera interna è fresca anche ad agosto, la pietra umida al tatto, con un'acustica stranamente ovattata. Una scala a spirale ricavata nello spessore del muro sale verso l'alto. I gradini sono irregolari e levigati da millenni d'uso, poi dai visitatori moderni. Il corrimano è un'aggiunta pratica e utile. Dai livelli superiori l'altopiano si apre in ogni direzione: terra di basalto scura e piatta che si distende fino a colline lontane.
💡 Consiglio locale
Indossa scarpe chiuse con suola antiscivolo. Le scale interne sono in pietra antica, levigate dal tempo e spesso leggermente umide anche d'estate. I sandali non sono una buona idea.
Quando visitare e come cambia il sito nel corso della giornata
Il Nuraghe Losa apre ogni giorno alle 09:00 e la prima ora dopo l'apertura è la più tranquilla. I gruppi organizzati — principalmente scolaresche italiane in primavera e visitatori europei misti in estate — tendono ad arrivare dalla tarda mattinata in poi. Già alle 11:00 di luglio e agosto, il sito può risultare affollato all'interno della torre, dove il passaggio si stringe e si formano code sulle scale.
Il tardo pomeriggio è un momento sottovalutato per la visita. La luce sui blocchi di basalto passa da un bianco accecante a un ambra caldo dopo le 16:00, e l'altopiano acquista una qualità più silenziosa man mano che i pullman turistici se ne vanno. Il sito chiude circa un'ora prima del tramonto, il che significa che d'estate puoi restare fino alle 19:00 circa — abbastanza per percorrere il perimetro del villaggio con buona luce, senza caldo né folla.
Autunno e primavera sono le stagioni più piacevoli in assoluto. Nella zona di Oristano, a maggio e settembre le temperature si aggirano tra i 17 e i 24°C, il basalto non irradia il calore estivo e la macchia circostante è più verde. Le visite invernali sono perfettamente fattibili — il sito è aperto tutto l'anno — ma l'altopiano è esposto alla tramontana che a volte soffia in Sardegna, e senza uno strato a vento anche una breve visita può diventare una prova.
⚠️ Cosa evitare
L'altopiano di Abbasanta è quasi privo di ombra naturale al di fuori della torre. A luglio e agosto le temperature di mezzogiorno possono superare i 35°C sotto il sole diretto. Se visiti tra le 11:00 e le 16:00, porta acqua, cappello e crema solare.
Le visite guidate e cosa aggiungono
Le visite guidate in loco sono disponibili in italiano, sardo, inglese e francese e migliorano sensibilmente l'esperienza. Senza guida, l'interno della torre è suggestivo ma in parte criptico — la galleria a corbello, la camera superiore, il rapporto tra le tre torri esterne e il mastio centrale non sono immediatamente leggibili per un visitatore senza un minimo di contesto architettonico. Una guida esperta delle fasi costruttive sa indicare la giunzione visibile tra il bastione e la torre originaria, spiegare quali pietre furono lavorate con strumenti di bronzo e quali invece semplicemente sovrapposte, e raccontare cosa ha rivelato lo scavo sulla vita quotidiana nel villaggio circostante.
Le visite di gruppo si prenotano alla biglietteria; i visitatori individuali vengono spesso aggregati a un tour in partenza se i tempi coincidono. In alcuni periodi sono disponibili visite notturne su prenotazione — vale la pena informarsi se hai flessibilità, perché il nuraghe illuminato nel buio del cielo sardo è un'esperienza completamente diversa.
Informazioni pratiche: come arrivare, servizi e accessibilità
Il sito si trova direttamente sulla SS 131 — la principale arteria nord-sud della Sardegna — nei pressi del km 123–124, allo svincolo per Nuoro. Da Cagliari ci vogliono circa 90 minuti; da Sassari, circa 75-90 minuti. Da Olbia, prendi la SS 131 DCN fino ad Abbasanta e segui le indicazioni per il sito. Il parcheggio è ampio e gratuito direttamente all'ingresso.
Raggiungere il Nuraghe Losa con i mezzi pubblici non è semplice. I bus ARST e i treni regionali servono il centro di Abbasanta, ma il sito dista diversi chilometri dal paese e non c'è una fermata dedicata all'ingresso. Per chi viaggia senza auto, l'opzione più concreta è un taxi da Oristano o un tour guidato con partenza da Cagliari o Oristano. Se stai pianificando un road trip attraverso la Sardegna centrale, il Nuraghe Losa si inserisce naturalmente come tappa tra il capoluogo e il nord dell'isola.
I servizi in loco sono migliori rispetto alla maggior parte dei siti nuragici: c'è una caffetteria, un'area picnic, i bagni e una biglietteria con personale multilingue. I percorsi esterni sono praticabili su sentieri compatti, ma l'interno del nuraghe prevede scale in pietra antica e superfici irregolari — non è accessibile a sedie a rotelle o passeggini. Le persone con disabilità entrano gratuitamente. Se abbini questa tappa a una visita al sito archeologico di Tharros nella Penisola del Sinis, il tragitto tra i due siti richiede meno di un'ora e consente un itinerario giornaliero completo e coerente intorno a Oristano.
ℹ️ Da sapere
Ingresso: adulti €6, gruppi da 20+ €4,50 a persona, bambini 6–13 anni €3, bambini sotto i 5 anni e visitatori con disabilità gratuito. Verifica i prezzi aggiornati su nuraghelosa.net prima della visita.
A chi potrebbe non valere la pena
Chi ha difficoltà motorie o fatica con scale strette in pietra e superfici irregolari troverà l'interno della torre inaccessibile. I percorsi esterni del villaggio sono praticabili, ma gran parte di ciò che rende questo sito davvero coinvolgente è la salita all'interno della torre. Se questa non è possibile, l'impressione esterna del nuraghe — imponente e suggestiva — rimane comunque apprezzabile dal basso.
Chi è in Sardegna soprattutto per le spiagge e il paesaggio costiero potrebbe trovare difficile giustificare questa deviazione, a meno di avere un genuino interesse per la storia antica. La Sardegna offre attrazioni costiere straordinarie, dalla spiaggia di quarzo di Is Arutas nella vicina Penisola del Sinis alle falesie spettacolari del Golfo di Orosei più a est. Il Nuraghe Losa è per chi vuole capire l'entroterra dell'isola, non solo la sua costa.
Anche i bambini molto piccoli potrebbero trovare disorientanti i passaggi interni angusti, e il sito offre poco intrattenimento per i più piccoli al di là della passeggiata all'aperto tra i resti del villaggio. I bambini più grandi con un interesse per la storia, i castelli o le civiltà antiche, invece, trovano spesso l'interno della torre molto emozionante.
Consigli da insider
- Arriva alle 09:00, all'apertura del sito — avrai buone probabilità di esplorare l'interno da solo per almeno 30-40 minuti prima dell'arrivo dei primi gruppi.
- Chiedi alla biglietteria gli orari delle visite guidate in inglese. I turni cambiano in base alla stagione e non sono sempre esposti chiaramente, ma il personale è in genere disponibile a rispondere.
- Dal livello superiore della torre centrale si gode di una vista sull'altopiano di Abbasanta che vale da sola la salita. Porta un grandangolo o usa la modalità panoramica dello smartphone — la pianura basaltica che si distende in ogni direzione è scenografica, soprattutto con la luce del tardo pomeriggio.
- In estate e durante eventi culturali vengono organizzate visite notturne. Se sei in zona a luglio o agosto, controlla su nuraghelosa.net o contatta direttamente il sito — non viene pubblicizzato molto sui canali turistici tradizionali.
- Se percorri la SS 131 in direzione nord, il Nuraghe Losa si trova sulla tua destra poco prima dello svincolo per Nuoro. È facile mancarlo in autostrada — tieni d'occhio i cartelli marroni del patrimonio culturale a partire da circa 3 km prima dell'uscita.
A chi è adatto Nuraghe Losa?
- Appassionati di storia e archeologia che cercano un sito nuragico accessibile, ben curato e dotato di servizi adeguati
- Chi viaggia in auto tra Cagliari e Sassari o Olbia e vuole una sosta con contenuto, non solo un punto di ristoro
- Famiglie con bambini dagli 8 anni in su, in grado di affrontare le scale in pietra e che si divertiranno a salire nella torre
- Fotografi in cerca della luce del mattino presto o del tardo pomeriggio sulla pietra basaltica, con l'altopiano aperto come sfondo
- Viaggiatori che abbinano la visita a un itinerario tra Oristano e la Penisola del Sinis, unendo storia preistorica e fenicia in un unico giro
Attrazioni nelle vicinanze
Altre cose da vedere a Oristano e la Penisola del Sinis:
- Giganti di Mont'e Prama (Museo di Cabras)
I Giganti di Mont'e Prama sono statue nuragiche in pietra scoperte nei pressi di Cabras nel 1974 — guerrieri, arcieri e pugilatori scolpiti, datati approssimativamente al 900–750 a.C. Esposti al Museo Civico Archeologico "Giovanni Marongiu" di Cabras (con sculture aggiuntive a Cagliari), rappresentano uno dei ritrovamenti archeologici più importanti dell'intero Mediterraneo.
- Lago Omodeo
Il Lago Omodeo è il più grande bacino artificiale della Sardegna, nato dallo sbarramento del fiume Tirso e esteso per quasi 30 km² nell'entroterra centro-occidentale dell'isola. La sua storia è stratificata: dalla diga record del 1924 all'attacco con siluri nel 1941, fino alla diga sostitutiva alta 100 metri inaugurata nel 1997. Non è solo un belvedere: è un paesaggio che la maggior parte dei visitatori, concentrati sulle coste, non vede mai. Ingresso gratuito, raggiungibile solo in auto.
- Pozzo Sacro di Santa Cristina
Il Pozzo Sacro di Santa Cristina, vicino a Paulilatino nella provincia di Oristano, è uno dei pozzi sacri nuragici meglio conservati al mondo, risalente all'XI secolo a.C. La sua scala a forma di buco della serratura scende nella terra con una precisione architettonica che ancora oggi lascia i ricercatori senza risposte. Non è un sito da attraversare di corsa — richiede attenzione e tempo.
- Spiaggia di Is Arutas
La Spiaggia di Is Arutas è una baia protetta a forma di mezzaluna sulla Penisola del Sinis, in Sardegna, dove la riva è composta da minuscoli granuli di quarzo arrotondati in sfumature di bianco, rosa e grigio — niente sabbia convenzionale. L'accesso è gratuito, ma vigono norme ambientali severe. Per arrivarci è quasi indispensabile l'auto.